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Il lato oscuro del marketing non è la strategia: è il “io l’avrei fatto in 5 minuti”

Il lato oscuro del marketing non è la strategia: è il “io l’avrei fatto in 5 minuti” stranger things

C’è un momento preciso in cui il marketing smette di essere un lavoro e diventa un test di autocontrollo: quello in cui, dopo giorni di analisi, studio, confronti, scelte ragionate e un concept costruito per tenere insieme messaggio e identità… arriva la frase che aprirebbe portali infernali ovunque:

“Io l’avrei fatto in 5 minuti.”

E non importa quante volte l’hai sentita: ogni volta ha lo stesso effetto. E il paradosso poi è che chi lo dice non si rende conto che non sta sminuendo te. Sta sminuendo il proprio progetto.

Perché se fosse davvero possibile farlo in 5 minuti, non esisterebbero brand riconoscibili, identità coerenti, strategie efficaci, contenuti che parlano alle persone. Esisterebbero solo tentativi buttati fuori “tanto per”, contenuti senza direzione, idee nate e morte nello stesso istante.

Il marketing non è prendere un’immagine e aggiungerci due parole. È decidere perché proprio quell’immagine e perché proprio quelle parole. È scegliere un tono, una direzione, un messaggio che non sia solo “carino”, ma coerente, utile, riconoscibile.

È un lavoro invisibile, fatto di dettagli minuscoli che nessuno nota… finché non mancano.

E il lato oscuro, purtroppo, non è il cliente che chiede. È il cliente convinto che sapere usare un’app, fare un video trend su TikTok o seguire due creator equivalga ad avere una strategia. Come se la creatività fosse un filtro, e la comunicazione un passatempo.

E finché questa idea continuerà a circolare, il Sottosopra del marketing continuerà ad aprirsi ovunque: progetti confusi, brand senza direzione, contenuti senza anima.

Ma una cosa è certa: il tempo non definisce la qualità. La competenza sì.

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